Domande frequenti

SCIENZE PSICHICHE E
TECNICHE INIZIATICHE

2a PARTE

1 - Quali sono le tre chiavi dello sviluppo individuale?

 

  1. Fissazione di una fonte luminosa per stimolare l’insieme delle facoltà cerebrali.
  2. Mescolanza di un pensiero ad un elemento fenico.
  3. Pratica del pensiero ritmato, con tre gruppi di lavoro.
    1. Figure geometriche, che danno accesso ai piani del pensiero astratto.
    2. Mondo vegetale, che dà accesso al piano eterico.
    3. Punto di concentrazione, che dà accesso ai piani superiori della coscienza.

Le tre condizioni in ordine di importanza della loro pratica:

  • Regolarità del ritmo.
  • Scelta del ritmo.
  • Scelta del pensiero che si utilizza per ritmare la propria psiche.
2 - Quali sono le condizioni necessarie per ottenere un risultato?

1. Trasformazione dell’energia del pensiero in energia mentale:

– Sogni di insuccesso negli studenti che preparano gli esami.

La preparazione di un esame procura in certi candidati un fattore di stress molto grande e non è raro che una volta passato l’esame, nelle notti seguenti, lo studente sogni di non farcela all’esame. Una liberazione totale dell’energia (di stress) accumulata non avviene che a posteriori.

– In occasione di un compito assegnato senza preavviso, gli studenti raccolgono le idee come possono, ma sono in generale piuttosto insoddisfatti del loro lavoro quando lo consegnano. Poi, parecchie ore più tardi, persino l’indomani o due giorni dopo, le idee emergono in un flusso continuo Sono perfettamente organizzate e avrebbero permesso di fare un lavoro eccellente.

Il cervello continua a trattare le informazioni e le idee, anche quando ormai non si pensa più al tema da sviluppare. Lavora senza che ce ne rendiamo conto. E, di colpo, le idee affiorano alla coscienza, quando meno ce lo aspettiamo. Il fatto di riflettere in anticipo su un argomento da sviluppare, permette di mettere in moto le vie neurologiche della riflessione.

– L’accumulo di idee tristi, malinconiche, poi di idee nere, con una ripetizione mentale cosciente o incosciente, può condurre alla depressione.

La meditazione su un tema permette la cristallizzazione del pensiero su questo tema.

E’ questo il principio utilizzato nelle religioni, per esempio attraverso la preghiera, le litanie, le meditazioni, i mantra.

Qualsiasi ripetizione mentale provoca un accumulo di pensieri della stessa natura, e quando si raggiunge la saturazione neurologica, c’è lo scatenamento di un fenomeno psichico.

 

IMPORTANZA DEL RITMO FISICO

2 – Trasformazione delle energie fisiche in energia mentale:

– Melodia musicale che torna spontaneamente alla coscienza (accumulo di un ritmo sonoro).

Chi non si è mai sorpreso a canticchiare una melodia spesso del tutto priva di interesse, come gli slogan sentiti alla radio?

– Viaggi in treno, nave, macchina, aereo, bicicletta, passeggiata a cavallo etc…. (accumulo visivo, sonoro, vibratorio). Le sensazioni si scatenano di nuovo la sera del viaggio, nel dormiveglia, dopo un tempo di latenza.

Questo tempo di latenza spiega come spesso i fenomeni si scatenino non durante gli esercizi ma parecchie ore dopo l’allenamento e in particolare nel dormiveglia del mattino.

I ritmi fisici permettono di accumulare diverse energie nel pensiero.

Per fare questo, bisogna dare al cervello un impulso estremamente regolare, di modo che le energie si accumulino davvero e provochino delle sincronizzazioni che libereranno una potenza formidabile.

 

IMPORTANZA DEI DONDOLAMENTI FISICI

3. I dondolamenti della testa:

Si tratta di provocare un leggero massaggio del cervello producendo un ritmo che favorisce il pensiero ritmato. E’ un ritorno ad una pedagogia naturale.

Oscillando la testa, anche molto leggermente, provochiamo una variazione della pressione che produce una variazione nella circolazione, dunque degli scambi chimici, e delle variazioni nell’attività elettrica del cervello; tutto questo si ripercuote sul pensiero. Quando un’onda cerebrale diviene gigantesca, anche il pensiero lo diventa, generando delle immagini di gigantismo sia nel tempo che nello spazio. Per esempio, le religioni che coltivano il pensiero ritmato hanno sempre avuto delle effigi più grandi del naturale. Per comprendere bene il modo in cui fare i dondolamenti vedere SVILUPPO INDIVIDUALE.

3 - Bisogna praticare il vuoto mentale?

IL VUOTO MENTALE, UN CONCETTO PRIVO DI SENSO.

Azione del “VUOTO MENTALE” sul pensiero.

Quando ci si impegna per scacciare dalla mente ogni pensiero, visivo o uditivo, si osserva una tensione a livello del viso, un po’ come se la circolazione sanguigna fosse difettosa.

Dopo questo esercizio, ci sono meno pensieri coscienti e si fa fatica a servirsi della capacità di riflessione. In compenso immediatamente dopo ci si sente molto nervosi.

Le persone che si addestrano in questo modo per decine di anni paralizzano di fatto la riflessione, quindi il loro senso critico. Molti hanno delle emicranie molto forti e si ritrovano molto rapidamente con dei disordini nervosi.

Una persona che aveva praticato questa tecnica di vuoto mentale per dieci anni (molto utilizzata nelle sette per indebolire le difese naturali, questa tecnica è generalmente associata a un regime alimentare molto ricco in glutine, presente in abbondanza nel riso, che ostruisce i capillari impedendo così la buona irrigazione del cervello e di conseguenza il suo buon funzionamento), era fortemente depressa e aveva delle tendenze suicide. Quando osservava i fosfeni doppi, vedeva un solo fosfene fisso e non ne vedeva nessuno dall’altro lato. Ciò significa che era sempre lo stesso emisfero ad essere costantemente sotto tensione, da cui la tensione nervosa che l’aveva condotta fino alla depressione ed alle tendenze suicide.

Dopo una settimana di pratica di dondolamenti laterali, ha osservato che le sue tendenze suicide si erano attenuate e che ritrovava il gusto di vivere. Una nuova osservazione dei fosfeni doppi rivelò questo miglioramento, in quanto percepiva questa volta due fosfeni che si alternavano normalmente, prova che i collegamenti inter-emisferici erano stati ristabiliti.

Test:
Cercare di conservare uno stesso pensiero nella mente (per esempio un fiore).

Si osserva che il pensiero è dinamico. Si eclissa oppure è sostituito da pensieri parassiti, oppure ancora si arricchisce di elementi nuovi. Può anche essere percepito in modo parcellizzato, talvolta con la sensazione di uno spostamento intorno all’oggetto stesso. Può anche succedere che l’oggetto si deformi.

Legge 1: non si può conservare a lungo uno stesso pensiero nella mente. Il pensiero si evolve e si trasforma.

NON BISOGNA CONFONDERE IL VUOTO MENTALE CON LA CALMA MENTALE!

La pratica del Fosfenismo provoca una calma mentale e stimola tutte le funzioni cerebrali. La calma mentale è caratterizzata dalla sensazione di rilassamento fisico e di pace, ma non per l’assenza di pensiero, perché permangono delle idee e si percepiscono molto rapidamente delle immagini e delle sensazioni soggettive. Le funzioni cerebrali sono dunque in piena attività e sono migliorate dai fosfeni che stimolano i collegamenti inter-emisferici.

Legge 2: il vuoto mentale, definito come sforzo costante per impedire ai pensieri di emergere nella mente, perturba il funzionamento cerebrale.

Calma mentale e fosfene.

Durante la fissazione, fare un dondolamento laterale molto leggero. Durante la presenza del fosfene, osservare i pensieri che vengono alla coscienza.

Rifare un fosfene con un leggero dondolamento e, nuovamente, prendere coscienza dei pensieri che affiorano.

Stessa operazione una terza volta. Lasciare venire i pensieri e osservarli. C’è una differenza di qualità tra i primi pensieri e gli ultimi?

Legge 3: la calma mentale agisce come una pompa che attira, per reazione, numerosi pensieri. I pensieri così ottenuti sono più ricchi in qualità dei pensieri abituali: più ricchi di immagini, di colori, così come di luminosità.

 

LE PROPRIETA’ DEL FOSFENE

OSSERVAZIONE DEL FOSFENE

I ritmi del fosfene:

– colori – eclissi – spostamento – pulsazioni
– movimenti vorticanti – tremori – osservazione del bagliore diffuso

 

Il fosfene è una sensazione soggettiva caratterizzata da un insieme di movimenti e di ritmi.

Ora, movimento e ritmo costituiscono la definizione stessa di energia. Il fosfene ci dà di fatto delle informazioni preziose sul funzionamento del cervello concernenti particolarmente l’alternanza cerebrale: tutte le operazioni cerebrali si svolgono in maniera ritmica, con delle alternanze multiple. E’ quello che ci dimostrano in modo ancora più stupefacente i fosfeni doppi (vedere l’esame cervoscopico).

4 - L’alimentazione svolge un ruolo importante nel raggiungimento dei risultati?

Non c’è alcun dubbio che la nostra alimentazione abbia conseguenze dirette sulla quantità e la qualità del nostro sonno, e quindi sulle esperienze che potremmo vivere la notte.

Durante il sonno, il nostro cervello ha bisogno di nutrimento, vale a dire di quelle sostanze chimiche semplici che sono contenute negli alimenti. Questi nutrimenti hanno un’influenza sul nostro stato psicologico allo stato di veglia, ma hanno anche un’incidenza sulla nostra vita notturna.

L’insieme degli elementi che noi “ingurgitiamo” nel corso della giornata sarà trasformato in proteine. Le proteine diventeranno dei “precursori”, dei neuromediatori o dei neurotrasmettitori che hanno il ruolo, tra l’altro, di far funzionare il nostro cervello.

Nel nostro cervello, parecchi sistemi di questi neurotrasmettitori sono in interazione per modulare il nostro comportamento durante la giornata, ma anche durante la notte.

I neuromediatori come la dopamina e l’adrenalina corrispondono piuttosto alla vita in stato di veglia, alla vigilanza ed alla stimolazione, mentre la serotonina corrisponde al sonno.

Tuttavia, non si passa da uno stato di veglia ad uno stato di sonno in maniera brusca, ma al contrario è lungo tutto il ciclo veglia/sonno che i precursori dei neuromediatori entrano in gioco. Possiamo quindi affermare che è lungo tutta la giornata che prepariamo la qualità della notte, e in particolare il tipo di sonno, pesante o leggero.

Quanto alla qualità dei nostri sogni, questi sono molto spesso determinati dall’ultima ora prima di addormentarsi. Ecco perché la seduta di Fosfenismo della sera sarà sempre ben più proficua di quella fatta in un altro momento della giornata, salvo per quelli che avranno cura di addormentarsi con un esercizio iniziatico o con una preghiera.

Alcuni di questi “precursori” a cui ho accennato sono degli aminoacidi “essenziali”. Aminoacidi essenziali significa che non possono essere fabbricati dall’organismo. Li ricaviamo dagli alimenti proteici. Il triptofano, per esempio, è il precursone della serotonina, favorevole al sonno.

Questi aminoacidi sono tutti in competizione tra loro per passare la barriera emato-meningea e arrivare al cervello. L’aminoacido più attivo occuperà il territorio ed impedirà agli altri di passare. Sono lotte abbastanza complesse, che possono spiegare le difficoltà incontrate a volte nell’addormentarsi.

La sera è quindi raccomandabile astenersi da zucchero, caffè, certi tè o bevande come la Coca-Cola. Anche le carni rosse sono da evitare in quanto aumentano il tasso di triptofano che, come abbiamo appena visto, è un precursore della serotonina, la molecola del sonno. E siccome abbiamo bisogno di un sonno leggero per le nostre esperienze notturne, converrà piuttosto facilitare il passaggio di altri aminoacidi che diminuiscono il nostro tasso di secrezione di insulina.

Una alimentazione regolare, ben ritmata e ben dosata è la garanzia di un buon sonno riparatore che facilita il verificarsi delle esperienze notturne.

Tale equilibrio sarà ottenuto non, come si potrebbe pensare, sopprimendo l’ultimo pasto della sera, ma semplicemente alleggerendolo e mangiando alimenti selezionati in funzione della qualità del sonno che si ricerca e anche in funzione della qualità del pensiero che si vuole ottenere.

La mancanza di cibo la sera provocherebbe invece una ipoglicemia e dunque una notte agitata. L’espressione “chi dorme cena” è falsa, almeno nella sua interpretazione corrente. Questa espressione ci viene dal Medio Evo, quando si aveva il diritto ad avere un letto in una locanda solo se ci si cenava. Sarebbe dunque più giusto dire «chi cena dorme».

Invece, il detto veneziano «chi si corica senza cena, si agita tutta la notte» è pieno di saggezza perché l’ipoglicemia agita e sveglia chi mangia troppo poco.

5 - Come mettere in evidenza la proprietà calorifica del fosfene?

Proiezione del fosfene sul dorso della mano.

Gli effetti:

  1. Proprietà di concentrazione del fosfene dovuta all’adattamento.
  2. Emanazione sottile dal cervello.
  3. Presa di coscienza delle sensazioni soggettive.

Questa proprietà del fosfene spiega perché, in occasione dei prodigi solari, i testimoni hanno percepito un calore o una corrente fredda. A Fatima, questa liberazione di calore è stata d’altronde oggettivata dall’asciugatura quasi immediata dell’erba e dei vestiti mentre era appena piovuto.

Le diverse proprietà del fosfene permettono di riprodurre a volontà le differenti fasi dei “prodigi solari”.

 

6 - Come mettere in evidenza la trasmissibilità dell’energia fosfenica?

– Proiezione del fosfene su una persona in piedi a una distanza di 20 cm, a livello della sua nuca.

La persona sulla quale si proietta il fosfene sente, in generale, parecchie sensazioni tra le seguenti:

Rilassamento fisico – calma mentale – dondolamenti spontanei abbastanza marcati – sensazione di calore o di freschezza – formicolii in certe parti del corpo – torpore di certe parti del corpo – sensazioni di volume e di densità intorno a certe parti del corpo – sensazione di leggerezza – sensazione di fluttuare, di elevarsi, di scendere o di vorticare – sensazione di stirarsi – di essere un punto infinitamente piccolo – di dilatasi nell’infinitamente grande – di essere in una posizione diversa da quella del corpo fisico (fenomeno chiamato “sdoppiamento”)…

  1. Questa trasmissione dei ritmi del fosfene risveglia nella persona su cui la si proietta dei ritmi profondi che le sono propri. Sono questi stessi ritmi che i bambini sentono spontaneamente. Ecco perché si dondolano di frequente.
  2. Questa esperienza sottolinea l’importanza dei dondolamenti nelle religioni. I dondolamenti permettono di strutturare e di sviluppare il sistema nervoso. Ecco perché i bambini si dondolano: si lasciano trasportare dai loro ritmi cerebrali. Quando i genitori glielo impediscono a partire da una certa età, impediscono loro puramente e semplicemente di svilupparsi.
  3. Essa mette in evidenza il processo dell’iniziazione, vale a dire della trasmissione dei ritmi.

Definizione del fosfene

Il termine fosfene ingloba in realtà differenti varietà di fosfeni che l’imprecisione del linguaggio scientifico non permette ancora di classificare:

– co-fosfene – post-fosfene – bagliore diffuso – caos visivo, per non nominare che i più evidenti.

Il fosfene è costituito da un insieme di ritmi cerebrali 500 Internal Server Error

Internal Server Error

The server encountered an internal error or misconfiguration and was unable to complete your request.

Please contact the server administrator at webmaster@fosfeni.com to inform them of the time this error occurred, and the actions you performed just before this error.

More information about this error may be available in the server error log.