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VEGGENZA E FOSFENISM
VEGGENZA

La veggenza è la capacità di percepire delle informazioni per chiariudienza o per chiaroveggenza, cioè attraverso percezioni visive o sonore soggettive.
Si parla allora di “flash” di veggenza. Si tratta generalmente di immagini mentali molto brevi la cui interpretazione è evidente piuttosto che simbolica.

Bisogna separare veggenza e arti divinatorie. Queste ultime consistono in una interpretazione intellettuale di segni ottenuti attraverso vari supporti (carte, tema astrale, etc.).

Da quando esiste, l’essere umano ha cercato di conoscere il futuro, di determinare il momento propizio per intraprendere un’azione, etc. La veggenza è stata esercitata in tutti i campi dell’attività umana.

A volte la veggenza è stata istituzionalizzata. Era questo il caso in numerose civiltà antiche, ad esempio a Delfi, nella Grecia antica, dove il popolo andava a consultare l’Oracolo e le sue sacerdotesse, le Pizie, che ottenevano delle visioni fissando un fuoco.

I veggenti utilizzano generalmente un supporto per produrre le visioni: sfera di cristallo, fuoco, torce, etc. Questi supporti hanno la particolarità di essere in relazione con la luce. Qui ancora, la veggenza si differenzia dalle arti divinatorie per la natura dei supporti utilizzati.

Il Dottor Francis LEFEBURE, medico e ricercatore francese, ha fatto numerose scoperte in fisiologia cerebrale. Esse spiegano i meccanismi della veggenza. Le sue ricerche si basano sull’utilizzo sistematico dei fosfeni. I fosfeni sono tutte le sensazioni luminose soggettive, cioè quelle che non sono direttamente provocate dalla luce che stimola la retina. I fosfeni si ottengono con brevi fissazioni di sorgenti luminose.

Il Dottor LEFEBURE ha definito un certo numero di parametri ricorrenti che entrano in gioco nei fenomeni di veggenza. La produzione di fosfeni a partire da sorgenti luminose è sistematica. Per questo scopo i veggenti utilizzano vari supporti.
Piazzando una candela vicino ad una sfera di cristallo, ad esempio, creano un ambiente luminoso propizio alla veggenza, l’utilizzo di un fuoco, della luna o dei riflessi del sole sull’acqua produce lo stesso genere di effetti.

La luce polarizzata, ovvero riflessa da una superficie, è particolarmente efficace, come ha provato il Dr LEFEBURE. La luce della luna, i riflessi del sole sull’acqua o il riflesso di una candela su una sfera di cristallo rientrano in questa categoria.

In Fosfenismo: spiegazione dell’origine delle religioni, il Dottor LEFEBURE analizza le circostanze nelle quali i veggenti hanno sviluppato il loro dono.

Pentier, il pescatore di Berck

“Era un uomo che la popolazione di Berck (Pas-de-Calais, Francia) chiamava “il padre Pentier”. La sua capacità di veggente era conosciuta piuttosto lontano nel circondario e noi abbiamo potuto verificare che questa reputazione era meritata. Parlava poco, ma tutto quello che annunciava si realizzava. Pescava con la lenza.

Conformemente al costume dell’epoca, aveva sempre pregato mentre lavorava e attribuiva le sue capacità di veggente al fatto che allora invocava Saint-Côme e Saint-Damien (San Cosimo e San Damiano), santi che riteneva particolarmente potenti perché traevano origine dal cristianesimo primitivo. Ma, a nostro avviso, e come in altri casi che abbiamo avuto occasione di studiare, per quanto fosse veggente si sbagliava sulla causa delle sue capacità. In effetti le due sillabe “Côm” e “Dam” martellavano bene la sua litania: egli coltivava attraverso esse il pensiero ritmato. E in più ci aveva detto che all’inizio riusciva a fare le sue veggenze solo sull’acqua.

Fu moltissimo tempo dopo che abbiamo capito il perché: mescolava la sua litania per questi due santi con i fosfeni ottenuti con i riflessi del sole sull’acqua, ed è solo dopo una lunga maturazione del suo cervello attraverso questo esercizio che la sua chiaroveggenza ha potuto persistere in assenza dei fosfeni.

Citiamo anche il caso della signora Spique, che è stata soggetta sin dall’età di sei anni a degli autentici accessi di veggenza; ad esempio, mentre parla di tutt’altro, vede una sfera bianca che comincia a vorticare mentre diventa trasparente. Al suo interno appaiono delle visioni che descrive. Così una volta ci ha dato molti dettagli su una persona che si rivelò nostro padre, deceduto da molto tempo e di cui non le avevamo mai parlato. Le precisazioni erano sorprendenti, perché era l’essenziale della relazione che avevamo avuto con lui che lei descriveva.

Da bambina, spaventava chi le stava intorno annunciando dei decessi o degli incidenti che si verificavano poco dopo.”

Ci ha raccontato che allora viveva ad Algeri e che tra i tre e i sei anni aveva un tale grado di rachitismo agli arti inferiori da essere invalida, non potendo camminare per nulla. In quel periodo, per fortificarla, la portavano sulla spiaggia con una bambola, e siccome si stufava abbastanza presto di questa distrazione, giocava per ore a guardare il riflesso del sole sull’acqua.
E’ da notare che questa abitudine sembra che non solo abbia sviluppato la sua veggenza, ma che abbia anche migliorato il suo carattere perché è rimasta di una grande generosità.

La poetessa Minou Drouet

"Le poesie della bambina prodigio Minou Drouet stupirono il mondo quando essa non aveva che una dozzina d’anni. Un tempo fu così celebre che a volte, quando scendeva in qualche città di provincia, la folla si ammassava come per un capo di stato.

Tutti i suoi biografi concordano nel dire che finché era rimasta in orfanotrofio, essa sembrava piuttosto leggermente ritardata. Sua madre adottiva la portò in una casa che era sul bordo dell’oceano, e invece di mandarla a scuola la lasciò libera di fare quello che voleva.

Abbiamo saputo da sua madre che la bambina aveva l’abitudine di guardare il riflesso del sole sull’acqua per ore, tutti i giorni, e nello stesso tempo dondolava dolcemente la testa da destra a sinistra. Dopo parecchi anni di questo gioco solitario, ci si rese conto che era diventata un genio.

Ci sembra evidente quello che è accaduto qui. Fissando il riflesso del sole sull’acqua essa ha mescolato le sue fantasticherie di bambina con i fosfeni dovuti all’agitazione di questo riflesso.

Minou è stata guidata dal suo istinto verso i fosfeni dovuti alla riflessione del sole sull’onda in movimento. A sua volta, la potenza ritmica, sempre latente nel fosfene ma che non aspetta altro che un’occasione per manifestarsi, ha risvegliato un altro istinto anch’esso suscettibile di far sorgere un’intelligenza ben più viva: l’effetto stimolante delle oscillazioni della testa sulle facoltà superiori del cervello.

Il dondolamento su un ritmo pendolare di due secondi è un ritmo naturale dei fosfeni. Il Fosfenismo, grazie allo specchio d’acqua, l’ha trascinata in questo ritmo, per il fatto che il movimento pendolare e quello dell’onda sono della stessa natura, ovvero sono sinusoidali.

Le esperienze di audizione di un suono alternativamente con l’orecchio destro e con il sinistro, grazie ad un apparecchio chiamato “Alternofono”, hanno dimostrato che queste eccitazioni alternate sono molto favorevoli al funzionamento del cervello. Esse producono un’attenzione più forte, acuiscono la sensibilità artistica, ma fanno anche sorgere il pensiero sotto una forma polarizzata che favorisce la produzione in versi. Come il Mixaggio Fosfenico, tale audizione alternata aumenta simultaneamente la qualità e la quantità dell’ideazione.

L’azione del Mixaggio Fosfenico e quella dell’audizione alternata appartengono dunque alla stessa categoria di fenomeni, e questo è il motivo per cui abbiamo isolato nel cervello quella che chiamiamo la sua “funzione ritmo-fosfenica”.

Ma Minou Drouet a quella età non era soltanto una poetessa geniale. Sua madre ci ha fatto sapere che a volte prevedeva con esattezza una visita o un decesso, e quindi a quell’epoca possedeva un dono di veggenza. Ecco dunque un altro caso di bambino che ha sviluppato questa facoltà utilizzando d’istinto il Mixaggio Fosfenico."

Esercizio: contemplazione dei riflessi del sole sull’acqua

Trovate una distesa d’acqua, una bacinella può essere sufficiente.
Sistematevi in modo da vedere il riflesso del sole sull’acqua.
Mettete un cappellino con visiera per evitare i raggi diretti del sole.
Fissate i riflessi. Vedrete apparire forme molto variabili: frecce, triangoli, croci, miriadi di serpenti di fuoco…
Sono i vostri ritmi cerebrali attivati dalla luce e dai ritmi delle ondine.
Dopo circa tre minuti, chiudete gli occhi e osservate i colori.
Dopo un certo addestramento, avrete forse delle visioni di paesaggi o di personaggi.

FOSFENISMO – Scuola del Dr. LEFEBURE
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