Stanislas
STANISLAS STÜCKGOLD E FOSFENISMO

Se Arthème Galip fu il maestro che innescò i potenti e meravigliosi fenomeni che hanno cambiato la vita al Dr Lefebure, Stanislas Stückold fu colui che gli diede l'impulso intellettuale per realizzare l'opera che conosciamo. Lo incontrò a 12 anni grazie a sua madre, Claire de Saint-Remy, pittrice, che spesso andava a trovarlo. Essa realizzò d'altra parte un suo ritratto.

Francis Lefebure ebbe dunque la fortuna di avvicinare un uomo realmente chiaroveggente, le cui parole risuonavano ancora nella sua mente più di mezzo secolo dopo che Stanislas Stückold gli aveva detto: «Se aveste fatto Matematica, avreste fatto benissimo».

E' chiaro che parole di questo genere non significassero granché per un bambino, ma passando il tempo, queste parole presero corpo e il Dr Lefebure gli attribuì tutta la loro importanza quando, molto più tardi, diventato medico, si rese conto che per portare a buon fine il suo studio sulla nozione estesa di simmetria, la matematica gli sarebbe stata molto più utile della medicina. Riteneva infatti che fosse l'elemento che gli mancava per riuscire a completare la sua opera. Considerava Stanislas Stückold come il più grande veggente di tutti i tempi, e aveva la sensazione che la sua visione si immergesse nel più profondo dell'individuo, ma anche nel punto più lontano della storia dell'umanità. Umile e sobrio, Stanislas Stückold ha influenzato i più grandi personaggi della sua epoca, e nessuno saprebbe dire quale fu ad esempio il suo ruolo nell'evoluzione del pensiero di Einstein. Il Dr Lefebure viveva continuamente con il ricordo del suo maestro, prova che era una persona che segnava profondamente tutti quelli che lo avvicinavano. Un personaggio come se ne incontrano pochi, di cui il Dottore diceva: «non parlava che per veggenza!».

Il seguente documento ci permette di conoscere meglio Stanislas Stückold. Si tratta dell'introduzione del programma delle sue tavole per l'esposizione fatta in suo onore nel mese di ottobre del 1933, realizzata da Elisabeth Stückold.

Esposizione Retrospettiva dell'opera di
STANISLAS STÜCKOLD
(1868-1933)

Questa esposizione, organizzata in memoria del pittore Stanislas Stückold, morto il 9 gennaio 1933, non raccoglie che una parte della sua importante opera. Le attuali difficoltà doganali non consentono di radunare tutte le sue tavole e i suoi disegni. E' stato quindi necessario scegliere le opere che hanno caratterizzato i diversi periodi della sua attività artistica. Alcune, ancora incompiute, sono qui intenzionalmente per dare un'idea dell'evoluzione dell'artista.

Stanislas Stückold è stato, in ciascuna delle opere che ha intrapreso, un altro uomo. Quando ci si riferisce oggi alle critiche che sono apparse su di lui sui giornali e sulle riviste di lingua francese, tedesca, ceca, polacca, inglese, si vede che, malgrado l'interesse e persino l'entusiasmo che ha suscitato, è rimasto un enigma per i suoi contemporanei. Apollinaire e André Salmon sono tra quelli che, per primi, hanno riconosciuto la sua importanza.

La maggior parte delle volte si girava intorno a lui come intorno ad un monumento strano che non si riesce a capire. Lo stupore coglieva persino i suoi familiari quando parlava della sua evoluzione e dei suoi progetti artistici. Appena raggiungeva un obiettivo, dopo una lotta prodigiosa, lo abbandonava per seguirne uno nuovo.

Nelle parole seguenti Stanislas Stückold si caratterizza da sé, e dà la spiegazione del suo continuo rinnovamento: «Ogni opera d'arte deve essere un organismo vivente; essa trae da se stessa la sua forma e la sua idea. Attraverso una forte disciplina interiore, è quello che insegno sempre, si evitano le tradizioni, le imitazioni e altri errori. Bisogna nutrire con il proprio sangue ogni opera che si produce».

Stückold controllava costantemente la sua attività creatrice; ecco perché poteva spiegare la sua opera.

Disse: «L'artista ha un'attitudine triplice di fronte alla sua opera; può essere conservatore, progressista, rivoluzionario (intendeva queste parole in un senso non politico, ma umano). Essere conservatore è per l'artista che invecchia aver perduto, insieme all'ardore giovanile del suo sangue, la libertà di cogliere l'ispirazione e di rinnovare la sua fecondità; - essere progressista è sfociare nel soggettivismo, nutrire il desiderio di essere portato verso una corrente libera e indipendente e di raggiungere ciò che si nasconde dietro la realtà delle cose; - non si può diventare rivoluzionari se non quando lo spirito soggettivo si è liberamente sacrificato e si è fuso nello spirito cosmico.

Il seme deve avere una forza titanica per far emergere dalle tenebre sotterranee una pianta nuova che si libererà dal mondo inferiore e si espanderà liberamente nel sole. L'artista deve avere una forza analoga per tuffarsi nelle profondità del suo organismo, vivificare il suo sangue inerte, e liberarsi dal tempo. Solo il divino non comporta differenziazione; soltanto là si trova la luce profetica».

Queste frasi potranno forse sembrare strane a chi non conosce la via seguita dall'artista. Stückold dice di se stesso di essere stato attirato sin dall'infanzia verso lo spirituale e il religioso, ma di non aver mai voluto fuggire il mondo materiale. Perché egli amava la terra.

Un episodio della sua prima infanzia è, a questo proposito, caratteristico. Aveva visto le opere del pittore polacco Matejke, che ha dipinto la celebre tavola storica raffigurante Sobieski in preghiera prima della battaglia contro i Turchi; ne fu così colpito che fuggì dalla casa dei genitori per mettersi al servizio dell'artista. Venne riportato a casa, ma questa aspirazione verso ciò che è superiore continuò ad agire in lui.
Può darsi che sia stato proprio questo impulso che, quando ebbe terminato i suoi studi a Varsavia, lo condusse in Svizzera, a Raperswyl, dove questa tavola era conservata al museo nazionale. Studiò chimica e matematica alla scuola tecnica di Zurigo. Andò quindi a seguire dei corsi alla Sorbona; poi fu assunto in un laboratorio chimico a Berlino e diresse infine una fabbrica di prodotti chimici a Varsavia. Il suo lavoro lo portava un po' dovunque. Visse per un certo periodo a Londra, e fu in relazione con tutte le classi della società. Ma questo non basterebbe a spiegare come facesse ad avere dei popoli e degli uomini quella intuizione che lasciava stupefatti tutti i suoi amici.

C'era in lui uno straordinario bisogno di rinnovarsi in continuazione, di posare ogni giorno uno sguardo nuovo sul mondo, e di rigettare come una scoria tutto il passato. Il suo genio era di rinascere senza tregua. Non si è mai lasciato prendere da consorterie, da scuole, da dogmi o da tradizioni. Ma ha sempre accettato la lezione della vita, così come gli si offriva. Perpetuamente trascinato nel suo movimento, eppure sempre solo.

La sua originalità e il suo temperamento senza freni l'hanno avvicinato ad alcune delle personalità più interessanti della sua epoca, per allontanarlo in seguito. Ha fatto il ritratto di parecchie di queste personalità. Non ne vedremo che qualcuno in questa esposizione, ad esempio quello del professor Albert Einstein, ma danno già un'idea molto caratteristica di quell'arte che raggiunge il cuore dell'individualità umana, quella che veramente nasce dal divino.

Il poeta Thèodore Dæubler ha detto di lui: «Stückgold prima presagisce e scopre tutto in un colpo l'origine planetaria di un essere. Intuisce quali infiniti rapporti lo uniscono a questi segni fiammeggianti che il Creatore inscrive nello Zodiaco, che eleva al di sopra delle nostre teste, e che fa lentamente ridiscendere quando è giunto il momento di morire.» (Cicerone, XIII, 6).

Stückgold aveva una profonda compassione per i poveri e per gli umiliati. Ha giocato una parte personale nelle lotte per la liberazione della Polonia al tempo della Russia zarista, e fu anche messo in prigione perché lo si sospettava di appartenere ad un partito politico, cosa peraltro falsa, perché in realtà era trascinato solo da un sentimento umanitario.

Una volta liberato, si diede completamente alla sua arte. Ebbe la fortuna di avere Matisse come maestro e il doganiere Rousseau come amico. Iniziò all'età di trentotto anni e concluse la sua carriera a cinquantasei anni. Nello spazio di questi ventisette anni, è tutto un mondo che ha creato.

E' il pittore di una nuova Mitologia, scrive al suo riguardo un giornale svizzero: «Tali opere sembrano fatte per riflettere l'anima umana come in uno specchio. Ciascun potrà percepirvi ciò che è, ciò che vuole, a che punto è nella propria evoluzione. Queste opere aprono dei cammini. Perché Stückgold non espone dei pensieri astratti, ma delle verità della vita. La generazione che sta crescendo lo amerà, se è consapevole di se stessa».

Elisabeth STÜCKGOLD

Il Dr. LEFEBURE ebbe come primo Maestro Stanislas STÜCKGOLD, che era in contatto con EINSTEIN al quale fece un ritratto.
STÜCKGOLD era considerato il più grande veggente di tutti i tempi. Spetterà agli storici determinare l'influenza di STÜCKGOLD sulla filosofia di EINSTEIN, come pure starà a loro stabilire l'influenza del Dr. LEFEBURE sui ricercatori della nostra epoca.

Stanislas Stuckgold

Autoritratto di Stanislas Stückgold, che fu certamente uno dei più grandi veggenti di tutti i tempi.
Ingegnere chimico, poi pittore, fece un ritratto ad Einstein e uno a Freud (Cfr. Esperienze Iniziatiche, tomo III).

Si vede qui sopra il serpente dell'iniziazione, interpretazione occidentale di Kundalini,
la donna e il bambino, che ci dice simboleggiassero l'anima che dà nascita ad una personalità superiore;
l'abbigliamento semplice: rinuncia ai beni terreni che egli visse in modo particolare, e soprattutto la luce nei suoi occhi.

FOSFENISMO – Scuola del Dr. LEFEBURE
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