dédoublement, voyage astral
SDOPPIAMENTO E FOSFENISMO
SDOPPIAMENTO CON LE TENSIONI STATICHE…

Lo sdoppiamento è l'obiettivo di tutte le iniziazioni ed esiste una quantità di esercizi destinati a produrlo. Il Dr LEFEBURE, medico e ricercatore francese, porta un nuovo chiarimento su questo fenomeno. Il suo metodo, il Fosfenismo, uno yoga scientificamente migliorato, propone degli esercizi particolarmente efficaci e rapidi per riuscirci.

Molti ricercano lo sdoppiamento senza sapere che cosa è realmente, né in che cosa consiste. In queste condizioni è ben difficile riconoscere i fenomeni. Esiste un fortissimo antagonismo tra le esperienze iniziatiche e le esperienze psicologiche. Queste ultime non rientrano nel quadro delle tecniche iniziatiche, che è un ambito totalmente a parte. E' quindi estremamente importante sapere in quale campo si sta lavorando e quali ne sono i limiti. Bisogna anche sapere perché si applica una certa tecnica, quali risultati possiamo aspettarci, e fare da se stessi la scelta delle tecniche che si utilizzeranno nella propria ricerca.
Non si può affatto chiedere l'assoluto né l'impossibile al nostro cervello e, nella pratica come nello studio, è necessario definire il terreno sul quale si lavora.

In effetti, molti intraprendono una ricerca solo per meglio riportare i fenomeni all'idea che se ne sono fatti e ai pregiudizi che hanno accumulato nel corso del tempo. Ma nel momento in cui si avvicinano ad un fenomeno un po' disturbante perché li obbliga a porsi delle domande, e a volte a rimettere in discussione certe cose, reagiscono con un rifiuto del fenomeno e dichiarano che «è pericoloso».

Ora questo pericolo, questa paura, è il rischio di scoprire se stessi. Queste persone si limitano quindi alla produzione di fenomeni superficiali, puramente psicologici. Nello stesso modo, è frequente vivere delle sensazioni che non toccano che la superficie dello «strato psicologico» dell'individuo, ma spesso si prende questo risultato come un obiettivo raggiunto, o come un contatto con il proprio «sé» profondo. La maggior parte delle volte, queste sensazioni non sono che un'illusione, alla quale si prende un vivo piacere perché si percepiscono delle immagini e qualche sensazione, il che, in sé, è molto piacevole; e ci si ferma a questo stadio.

Se andate a vedere un film alla Géode (Porte de la Villette, Parigi 19°), che ha uno schermo gigante a 180°, vivrete molteplici sensazioni senza neanche spostarvi dalla poltrona. Avrete l'impressione di diventare pesanti, leggeri, di cadere, di salire o ancora di diventare più piccoli o più grandi, di volare e di fluttuare nell'aria senza sforzo. In fin dei conti, ciò che vivrete saranno dei trastulli sensoriali, perché il film sollecita certi organi di senso. Ma non si tratta affatto di fenomeni psichici. Siete in un vicolo cieco sensoriale e desiderate che le sensazioni continuino tanto sono piacevoli. E' in effetti la stessa cosa che succede quando siete presi da un prurito: vi grattate. Dopo un attimo, questo si trasforma in piacere e si trova piacevole grattarsi. In medicina questo fenomeno è chiamato «voluttà del grattarsi».
I fenomeni iniziatici si producono molto raramente durante gli addestramenti, ma sopravvengono nelle 24 ore che seguono l'allenamento. Non bisogna quindi confondere i trastulli sensoriali, che provocano un istante di piacere, con gli esercizi iniziatici che sfociano in autentiche esperienze, al di fuori delle sedute di addestramento. Esse sopravvengono molto spesso di notte, proiettando la coscienza fino ai piani cosmici. I fenomeni iniziatici sono ben al di là delle sensazioni che fanno parte della nostra creazione personale.
Ci vuole del coraggio per superare questi strati ancora legati alla volontà subcoscia. In compenso, coloro che approfondiscono, scopriranno un altro aspetto di se stessi e dell'universo.

Lo sdoppiamento non è un fenomeno raro!
E' stato praticato in tutti in tempi e si trova nel cuore stesso di tutte le iniziazioni.

Il metodo di preparazione allo sdoppiamento astrale si basa sui lavori del Dottor Francis LEFEBURE, il cui fondamento è l'utilizzo dei fosfeni, associati agli esercizi iniziatici che sono le tensioni statiche.

La genialità del Dottor LEFEBURE consiste nell'aver scoperto il fondamento stesso di tutte le tradizioni e di tutte le iniziazioni, e di poterlo dimostrare. In effetti, se fino ad ora si ignorava che cosa costituiva veramente la sostanza delle iniziazioni, è perché essa era soffocata da concezioni e interpretazioni spesso senza rapporto con la realtà. Attirando l'attenzione su fenomeni a volte spettacolari, queste concezioni snaturate non hanno fatto altro che accelerare, nel corso dei secoli, la perdita del significato di certe pratiche. Cosa che, in più, impediva l'accesso alle esperienze.

Nel 1945, mettendo a profitto la sua formazione di scienziato, il Dottor LEFEBURE studiò approfonditamente le analogie tra il microcosmo e il macrocosmo. Mise così in evidenza delle leggi di simmetria tra lo spirito e la materia, ovvero rese accessibile al nostro modo di pensare alcune caratteristiche fondamentali dello spirito e del pensiero, permettendoci di capire meglio sia il significato di certe pratiche ancestrali, sia i diversi piani nei quali si situano le esperienze. Dal 1959 il Dottor LEFEBURE sviluppò un insieme di tecniche che permettevano di verificare punto per punto la realtà di certi fenomeni e di penetrare in questo ben strano universo che è lo sdoppiamento.

All'età di diciotto anni il Dottor LEFEBURE fu iniziato, a seguito di un'imposizione delle mani, da un Zoroastriano, Arthéme Galip, cosa che provocò in lui delle veggenze esoteriche e numerosi fenomeni psichici. Dopo questa iniziazione, Arthéme Galip gli insegnò diversi esercizi in modo che potesse mantenere l'impulso che gli aveva dato in questo modo. Tra questi esercizi, le tensioni statiche giocavano un ruolo particolarmente importante per provocare i fenomeni di sdoppiamento.
Gli esercizi di tensioni statiche si ritrovano in diverse tradizioni e, benché il principio resti il medesimo, accumulare dei ritmi nel pensiero con l'intermediario dei ritmi fisici, il modo di praticarle cambia leggermente da una tradizione all'altra. E' così che questi esercizi possono essere praticati in piedi, sdraiati o da seduti.

Possiamo dire che il modo in cui il Dottor LEFEBURE raccomanda di effettuarli, e che gli deriva dal suo primo maestro, sembra il giusto mezzo in rapporto alle altre tradizioni. Questi esercizi sono il proseguimento di quelli dati nell'iniziazione zoroastriana, nella quale sono praticate solo le grandi tensioni di tutto il corpo.

E' importante notare che la tradizione che desideriamo seguire importa poco. Che si scelga quella in cui i movimenti sono decomposti dito per dito, oppure quella che insiste sulle tensioni globali di tutto il corpo, l'essenziale in questo lavoro è scegliere una forma una volta per tutte e attenervisi.

Visto che è tutta solo una questione di accumulo di ritmi, tutto lo sforzo dovrà orientarsi sul rispetto dei tempi dettati dal metodo. I ritmi proposti sono il risultato di uno studio realizzato dal Dottor Lefebure sull'alternanza dei fosfeni doppi, grazie all'esame cervoscopico (vedere L'Esplorazione del cervello attraverso l'oscillazione dei fosfeni doppi).

Il direttore della scuola del Dottor LEFEBURE, Daniel STIENNON, ha praticato per parecchio tempo questi esercizi di tensioni statiche. Nel testo seguente racconta le sue esperienze di viaggio astrale, dagli inizi del suo addestramento fino all'ottenimento di fenomeni spirituali molto elevati.

«Mi ricordo come se fosse ieri le mie prime esperienze di sdoppiamento con gli esercizi di tensioni statiche. Avevo registrato parecchie volte di seguito su una cassetta da 60 minuti i cicli di esecuzione dell'esercizio. Così, la sera, non dovevo far altro che lasciar scorrere il nastro per rifare parecchie volte lo stesso esercizio.

Ed è quello che vi consiglio di fare su un CD o su un lettore MP3. Dopo aver studiato ciascun esercizio (da qualche giorno ad una settimana), ed essere così arrivato all'ultimo (che si pratica in generale nel giro di un mese e mezzo), selezionerete l'esercizio finale tra gli ultimi e lo ripeterete parecchie volte di seguito, fino a riempire un CD da 60 minuti.

La sera non dovrete fare altro che ascoltare la registrazione e ripetere l'esercizio.
E' così che ho potuto osservare, dopo due mesi di pratica per circa mezz'ora ogni sera, che di notte rifacevo questi esercizi, ma in spirito, ovvero era il mio «doppio» che rifaceva gli esercizi di tensioni statiche. Questo aveva l'effetto di mantenermi perfettamente cosciente nel sonno. La presa di coscienza del mio «doppio» e di questo stato di iper-risveglio, mi permetteva di spostarmi nel mondo sottile, con una totale disinvoltura.
All'inizio la presa di coscienza del mio «doppio» mi permetteva di volare e di planare nell'aria, di percorrere distanze importanti a grande velocità, di salire nel cielo e di scendere in picchiata, come avrebbe fatto un aereo a reazione. Momenti incredibilmente piacevoli e meravigliosi che mi ricordavano che questo mi succedeva spesso quando ero bambino. La sera avevo spesso l'impressione che il mio letto decollasse dal suolo insieme a me, poi, abbandonandolo, viaggiavo in un universo fatato, come solo i bambini sanno concepirlo. Universo fatto di scene e di personaggi come quelli delle storie di Lewis Carrol in «Alice nel paese delle meraviglie».

E' da notare che parecchi bambini fanno questo genere di esperienze, e che i nostri film di fantascienza, tipo «Superman», non sono altro che l'esteriorizzazione, per l'adulto, di questa vita interiore, ricca e appassionante.

Ecco alcune delle mie prime esperienze, selezionate per permettervi di cogliere che cosa si intende per «viaggio astrale», e che cosa questo implica
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Marzo 1986:
Dopo due mesi di lavoro con gli esercizi di tensioni statiche, quarta uscita dal corpo.
Dopo un piccolo viaggio in un universo sottile, decido di rientrare nel mio corpo cercando di rimanere lucido fino al reintegro del mio doppio nel mio corpo fisico.

Decido di procedere per tappe e di fermarmi in primo luogo sul tetto di un grande edificio vicino. Sento un rumore, che interpreto come il rumore di un reattore di aereo; mi spavento un po'. Faccio questa riflessione spontanea: «E se l'aereo mi colpisse?». Questo dubbio mi fa rientrare nel corpo «alla quarta velocità», e mi risveglio bruscamente. Il mio cuore batte fortissimo, ma soprattutto la temperatura sulla superficie del mio petto è come quella di una persona con una forte febbre, cosa che faccio constatare alla mia compagna.

Dieci minuti dopo questa sensazione era scomparsa. Ho preso coscienza che il rumore che avevo interpretato come quello di un aereo, era in realtà quello di un autocarro della nettezza urbana. L'ora di raccolta era stata cambiata. Il passaggio avveniva di solito la sera verso le otto, e non alle sette del mattino. Il mio subconscio non aveva registrato questo nuovo rumore mattutino e io l'avevo interpretato male.

Perfettamente «tornato in me», continuavo ad analizzare l'esperienza:

Prima constatazione:
1) esistono dei piani in cui possiamo creare con una facilità sconcertante.

2) è meglio non essere cardiopatici. Sottolineiamo che non si è mai chiesto ad un cieco di guidare una macchina e tanto meno una macchina da corsa.

3) è provato che certe persone hanno una soglia di resistenza alla paura superiore alla maggioranza della gente. Ecco perché amano gli sport dalle sensazioni forti, come il paracadutismo, il salto con l'elastico, il deltaplano, etc.
4) essendo fra coloro che amano il rischio, ecco l'occasione per vivere delle esperienze incredibili, con minori rischi del paracadutismo e con la differenza che sono meno care.
Tuttavia, comincio a cercare di dominare questo piano di coscienza in cui si può creare con tanta facilità, piano che le tradizioni chiamano «basso astrale». Prima imparo con molta pazienza e perseveranza ad attraversare le porte chiuse, i muri, i soffitti, gli alberi, gli oggetti come i tavoli, gli armadi… poi, viaggiando in questo spazio soggettivo, le montagne.
Nel giro di qualche mese, non incontro più particolari difficoltà. Benché tutte queste esperienze siano state deliziosamente piacevoli, cercavo nondimeno un'esperienza che potesse darmi un brivido.

Nei libri di occultismo si parla dei pericoli dello sdoppiamento e, in particolare, di entità che si trovano nel basso astrale, di larve e di ogni sorta di demoni usciti direttamente dallo spirito di qualche persona psichicamente malata. Ma come potrei crearli visto che non ho questo stato d'animo e che ho difficoltà a lasciarmi impressionare da questa letteratura un po' semplicistica? Nelle esperienze si incontra ciò che vi si porta in funzione delle proprie credenze, dei propri pregiudizi, del proprio livello intellettuale e del proprio stile di vita, conseguenze evidenti della nostra educazione e delle nostre letture, anche vecchie.
E' così che nel corso di un'esperienza, decisi deliberatamente di creare la mia propria «entità». Creai un drago a tre teste, ma è da notare che questa creazione era il contenuto di ciò che poteva farmi più paura. Voglio dire con questo che non era l'immagine del drago a tre teste che mi faceva paura, ma ciò che esso rappresentava. Esso era la materializzazione più profonda del mio sentimento di paura.

Avevo anche letto che, in caso di attacco, non c'è né vincitore né vinto. Me lo sarei aspettato, e decisi di ingaggiare con la mia creatura un fantastico inseguimento astrale, riempiendomi ad ogni secondo di un sentimento di paura sempre più forte, come un uomo braccato in tempo di guerra.
Mi lasciai prendere dal gioco, fino al momento in cui decisi di svegliarmi per mettere fine a questa suspence.
Ritroviamo questo gioco con la paura nei film del terrore così popolari. Nondimeno, le esperienze astrali possono avere un'intensità ancora maggiore di un film del terrore.

Amplificazione dei sentimenti sui piani sottili.

Tra le esperienze descritte da certi autori, si annovera il tema dell'«amore in astrale». Abbiamo visto che il pensiero può essere caricato di un qualsiasi sentimento, allora perché non un sentimento erotico?
Durante le contrazioni statiche in cui ci si rappresenta un fascio di scintille che si mette a ruotare intorno o all'interno dell'immagine mentale, presi come soggetto la mia compagna, che misi al centro di questa meditazione.

Dopo una settimana fui risvegliato in piena notte dalle contrazioni mentali che si mettevano di nuovo in moto, e non appena ebbi finito di prendere coscienza del mio doppio, percepii quello della mia compagna, completamente invaso da un sentimento erotico molto più forte e più intenso di come avrebbe potuto essere in realtà.

L'amore «sdoppiato», ancora una sensazione incredibile, inebriante e indescrivibile. Tutto un universo da scoprire.

Nel giro di 6 mesi, ritenevo di aver fatto il giro delle principali sensazioni di questo piano: «il basso astrale».
In quanto ricercatore ed esploratore, la conclusione alla quale giungo è che tutto è legato a «ciò che si ha nella testa». Ditemi quali esperienze fate e vi dirò chi siete. Ci sono tante esperienze quanti individui, ma per colui il cui spirito è sano, questo piano della creazione è un serbatoio inesauribile di percezioni e di sensazioni che sono i nostri propri pensieri amplificati…

Novembre 1986.

Voglio densificare di più il mio doppio e fissare più profondamente i ritmi per varcare un altro piano di coscienza.
Il tema del mio programma di addestramento è la rappresentazione del mio doppio nel fosfene. Faccio dondolare ben a ritmo dei fasci di scintille tra me e l'immagine del mio doppio con, in più, un vortice di luce all'interno di quest'ultimo. La luce si innalza all'interno dell'immagine del doppio, dal perineo fino alla sommità della testa, poi esce e discende, sempre con un movimento vorticante, attorno al mio doppio. Di nuovo, dei fasci di scintille partono dal mio corpo, si dirigono verso la rappresentazione del mio doppio, lo penetrano, vengono a radunarsi a livello del perineo, e si innalzano con un movimento vorticante; e così via, sempre con dei fasci di scintille ben ritmati, per onde successive.

Otto giorni dopo, le tensioni statiche si ripetono durante il sonno, con una forza mai uguagliata. Forza maestosa nella quale percepisco il mio doppio circondato da potenti correnti luminose e vorticanti. Trasportato da queste correnti, mi sento sollevare a grande velocità, come un razzo che abbandona il suolo, o come quei giochetti da bambini costituiti da una molla che viene tesa e rilasciata lanciando un'elica che parte per un piccolo viaggio in aria.
Ho la sensazione di essere al di sopra delle nuvole, in un cielo chiarissimo, a grandissima altezza. E' un'esperienza inebriante, con un sentimento di calma e di incredibile bellezza.
Ripeto parecchie volte questa esperienza, ma in ciascuna percepisco che c'è una soglia nella mia elevazione che non riesco ad oltrepassare. Un livello che mi impedisce di salire più in alto nel cielo.

Dicembre 1986.

Con gli esercizi di tensioni statiche, si arriva ad esteriorizzarsi con una grande facilità, ma bisogna ancora trovare il modo di evolvere in questo universo intangibile.
Ben rare sono le persone che, in occasione di queste esperienze notturne, sono proiettate nei piani superiori e incontrano una guida che le aiuta in questa ricerca.

E per capire bene il problema, lo esporrò a partire da questo paragone: sulla Terra tutte le strade, se non portano per forza a Roma, portano sempre da qualche parte, e si passa di paesaggio in contrada, e di contrada in paese. L'ambiente è vasto.

La differenza con le esperienze in «Astrale» sta nel fatto che bisogna possedere le coordinate precise per arrivarci, perché non si può andare da nessuna parte senza questa conoscenza preliminare.

Occorre quindi studiare a fondo tutte le chiavi che daranno accesso ai diversi piani di coscienza, nello stesso modo in cui i piloti del rally Parigi-Dakar studiano e localizzano il loro itinerario su una cartina prima di lanciarsi nell'avventura.

E' questo il significato profondo della meditazione: dal latino meditatio, «esercizio». A questo stadio dell'addestramento è indispensabile possedere le chiavi che permetteranno di giungere alla grande esperienza.

Tutte queste informazioni si trovano riunite nella lezione intitolata MEDITAZIONE DI ELEVAZIONE DELL'ANIMA ATTRAVERSO IL COSMO, o cocktail di meditazioni cosmiche del cofanetto in 16 CD del corso completo del Dottor LEFEBURE.

L'esercizio di meditazione consiste quindi nel far seguire la seduta di tensioni statiche da un lavoro mentale che consiste nel dare al proprio pensiero la direzione voluta al momento delle esperienze.

E' molto importante cogliere questa analogia che dà il Dottor Lefebure: «Da una pompa sale solo ciò a cui essa è collegata». Bisogna dunque avere cura di mantenere dei pensieri sani durante l'addestramento, in modo che le esperienze siano dirette verso stati di coscienza sempre più sottili.

Contatti in Astrale
Febbraio 1988

Tutte le notti sono risvegliato dal mio doppio che ripete le tensioni statiche e, progressivamente, esso acquisisce una maggiore densità. Sono sempre più capace di muovermi in quest'altro universo, altrettanto reale dell'universo fisico. Ma una notte mi ritrovo in uno scenario che conosco bene, perché è un luogo in cui ho trascorso qualche mese nella mia infanzia e tutte le mie vacanze: in Bretagna, nella fattoria di mio cugino. Là, in mezzo a un campo, si trova un albero imponente. Mi dirigo verso di lui e dolcemente penetro all'interno, come se volessi fare corpo con lui e con la natura. Poi mi sento scaraventare all'esterno, e mi ritrovo nel cielo. Mi innalzo. La terra si allontana sotto di me e diventa sempre più piccola. Sopra di me percepisco l'immensità del cosmo. Improvvisamente, è la caduta libera, ad una velocità vertiginosa.
Ho appena passato l'equivalente spirituale della linea di equigravitazione, cioè la linea in cui la gravitazione tra la Terra e il Sole è uguale. Sono appena entrato nell'«alto astrale». Continuo a viaggiare, per ritrovarmi infine nel piano cosmico. Là è uno spettacolo grandioso che si offre a me.

Miriadi di stelle scintillano in lontananza. Percepisco delle presenze. Una gioia e una felicità mi invadono. Un essere che non conosco si avvicina a me e io sento, per istinto e intuizione, che farà parte delle mie «Guide». Ma per il momento è in compagnia di questo essere di luce che contemplo questo universo cosmico.

Ci scambiamo per telepatia qualche impressione, e apprezzo ogni minuto che passa. Poi, di colpo, mi sento trascinare in un vortice, e mi risveglio.

Meditazione cosmica
Gennaio 1988.

Sapevo che il Dottor Lefebure faceva delle meditazioni in direzione della costellazione del Sagittario, perché ne avevamo discusso.
Durante un periodo di addestramento, cercavo di documentarmi su questa zona del cosmo leggendo dei libri di astronomia. Ho già avuto occasione di dirlo, è meglio preparare il proprio «viaggio astrale», come si preparerebbe la propria visita in un paese straniero.
E' sempre meglio sapere prima quello che si conta di fare e, ad esempio, quello che si vuole visitare.

Dopo aver esaminato testi e foto sull'astronomia, praticai gli esercizi di tensioni statiche, sforzandomi, durante le contrazioni mentali immaginate, di ritrovare il ricordo delle foto e della costellazione del Sagittario. Non appena il ricordo di una di queste foto mi veniva in mente, vi associavo un'altra rappresentazione mentale: l'immagine del Dottor Lefebure.
Poi immaginavo dei fasci di scintille che andavano da lui a me, con l'idea che fosse lui a rifare ogni contrazione mentale, sempre in virtù del grande principio iniziatico che si basa sulle leggi di inversione. Per «uscire fuori dal proprio corpo», o produrre un'estensione di coscienza, è preferibile in effetti rappresentarsi il proprio doppio all'interno di se stessi (vedere Le Omologie, o Analogie del microcosmo e del macrocosmo, del Dottor Francis Lefebure).

Dopo parecchie serate di esercizi fatti pazientemente, ci fu l'esperienza, il contatto. Mi ritrovai con il Dottor Lefebure, da qualche parte nella distesa del cosmo. Non eravamo soli ed egli mi presentò i suoi maestri. Discutevano tra di loro, poi più niente. Il buco nero. Mi svegliai al mattino con qualche briciola di ricordi.
Il Dottor Lefebure mi chiamò al mattino presto, e mi chiese se nella notte non avessi sentito niente di speciale. Restai muto per qualche secondo. Non osavo parlare. Egli anticipò la mia risposta e mi disse di avermi incontrato. Gli ero apparso, luminoso, e avevamo parlato dell'Iniziazione.
Il legame era stato creato al di là delle mie speranze!

Le esperienze che riporto qui hanno la particolarità di essere in rapporto con gli esercizi di tensioni statiche. Ecco perché le ho selezionate, con la speranza che diano sufficiente coraggio a tutti coloro, uomini e donne, che si impegnano in questa via iniziatica.»

FOSFENISMO – Scuola del Dr. LEFEBURE
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