ALTRO ESERCIZIO
TAVOLA N.°10
TENSIONI STATICHE




Yumi
LE TENSIONI STATICHE

Questi esercizi consentono di densificare potentemente il doppio, fino a renderlo persino manifestabile a distanza. E' con questa tecnica che il Dr. LEFEBURE è stato percepito in luoghi in cui non si trovava fisicamente.

Anche parecchi Fosfenisti sono riusciti a produrre questo fenomeno: sdoppiamento con percezione oggettiva del corpo sottile.

Qui, l'esercizio così come è stato trasmesso al Dr. Lefebure dal Maestro Zoroastriano Arthème Galip. Se ne ritrovano degli equivalenti in numerose tradizioni, come ad esempio nell'ermetismo Shinto, Ko-Shinto, Scintoismo esoterico dove tutto ruota intorno al fuoco sacro (fosfene), annunciatore di risveglio.
E in particolare nel Koto Tama (anima delle parole), al termine dell'esercizio chiamato Funa Kogi, Furu Tama, dove Furu Tama può essere tradotto letteralmente con scuotere l'anima. Questo rito eseguito perfettamente con la pronuncia dei suoni è sicuramente la chiave attiva, per la sua alta frequenza ritmica, che permette di raggiungere la fusione di corpo e spirito.



Quando i ritmi sono radicati, un semplice richiamo può essere sufficiente.

Arthème Galip all'epoca in cui iniziò il Dottor Francis Lefebure. Si noti che il Maestro fa con discrezione l'esercizio delle tensioni statiche: i pugni serrati, il collo leggermente gonfiato; il viso, benché teso e leggermente indurito, rimane armonioso.
(Foto (ridotta) estratta dal libro Esperienze iniziatiche, tomo II).
 

Il Dr. Lefebure mentre mostra l'esercizio di tensioni statiche, mascella serrata molto leggermente, i polmoni gonfi…


ESEMPIO DI ESERCIZIO che permette la densificazione del proprio doppio e la sua proiezione:

Messa in tensione in 4 secondi – tremore per 2 secondi – distensione per 6 secondi etc.

1. Fare un clono fisico al ritmo del sesto di secondo.

2. Mentre si mantiene il clono fisico, ripetere mentalmente il mantra "ki" al ritmo del sesto di secondo. Fermare il clono e continuare la ripetizione mentale del mantra.

3. Mantenere il clono fisico, la ripetizione del mantra, e aggiungere la visualizzazione di un tremore o di una vibrazione. Nei tempi di pausa, mantenere la visualizzazione del tremore e la ripetizione del mantra.

Che cosa è possibile fare:

4. Proiezione del proprio doppio in un luogo.

5. Contrazioni mentali immaginate in qualche persona.

6. Corrente luminosa vorticosa ascendente e poi discendente.
    a) in un luogo.
    b) in qualcuno.


Per maggiori informazioni sulla pratica vedere i corsi del Dr. LEFEBURE.


Nota: non confondere "tensione" e "contrazione". All’inizio della pratica è più facile contrarre i muscoli del corpo piuttosto che provocare una leggera tensione. Ma questo affatica rapidamente.
Dopo qualche giorno di allenamento sarà sufficiente una tensione leggera, che provocherà il tremore del muscolo.

Le tensioni statiche non richiedono un grande sforzo fisico. E’ una questione di dosaggio.

Gli esercizi di tensione statica si trovano in diverse tradizioni e, per quanto il principio rimanga il medesimo, accumulare dei ritmi nel pensiero con l’intermediario dei ritmi fisici, il modo di farli varia leggermente da una tradizione all’altra.
Per questo tali esercizi possono essere fatti da sdraiati, seduti o in piedi.

Nello studio di questi esercizi, in funzione delle diverse parti del corpo e dei gruppi muscolari coinvolti, alcune tradizioni scompongono maggiormente i movimenti rispetto a quanto indichiamo nel “Corso pratico di sdoppiamento astrale”.
In quest’ultimo gli esercizi sono il proseguimento di quelli dati nell’iniziazione zoroastriana, nella quale invece vengono praticate soltanto le grandi tensioni di tutto il corpo.

Si può dire che il modo in cui il Dottor Lefebure indica di effettuarli, e che gli proviene dal suo primo maestro, sembra il giusto mezzo in rapporto alle altre tradizioni.
E’ importante notare che la tradizione che si desidera seguire ha poca importanza.
Che si scelgano quelle in cui i movimenti sono scomposti dito per dito, oppure quelle che al contrario insistono sulle tensioni globali di tutto il corpo, l’essenziale in questo lavoro è scegliere una modalità una volta per tutte e mantenerla.

Il Dottor Lefebure propone di suddividere il corpo in 7 parti, seguite da una tensione globale, dato che la sua opera è in linea con l’iniziazione zoroastriana.
Quando poi i ritmi saranno acquisiti, quando cioè si innescheranno durante il sonno, sarà possibile non scomporli più passando invece alle tensioni globali.

Poiché non è altro che una questione di accumulo di ritmi, tutto lo sforzo dovrà essere orientato al rispetto dei tempi indicati nel corso pratico di sdoppiamento astrale.
I ritmi proposti sono il risultato di uno studio realizzato dal Dottor Lefebure sull’alternanza dei fosfeni doppi grazie all’esame cervoscopico.
(vedere: “L’esplorazione del cervello con le oscillazioni dei fosfeni doppi”).

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