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ALTRO ESERCIZIO TAVOLA N.°10 TENSIONI STATICHE
Nota: non confondere "tensione" e "contrazione". All’inizio della pratica è più facile contrarre i muscoli del corpo piuttosto che provocare una leggera tensione. Ma questo affatica rapidamente.
Dopo qualche giorno di allenamento sarà sufficiente una tensione leggera, che provocherà il tremore del muscolo. Le tensioni statiche non richiedono un grande sforzo fisico. E’ una questione di dosaggio. Gli esercizi di tensione statica si trovano in diverse tradizioni e, per quanto il principio rimanga il medesimo, accumulare dei ritmi nel pensiero con l’intermediario dei ritmi fisici, il modo di farli varia leggermente da una tradizione all’altra. Per questo tali esercizi possono essere fatti da sdraiati, seduti o in piedi. Nello studio di questi esercizi, in funzione delle diverse parti del corpo e dei gruppi muscolari coinvolti, alcune tradizioni scompongono maggiormente i movimenti rispetto a quanto indichiamo nel “Corso pratico di sdoppiamento astrale”. In quest’ultimo gli esercizi sono il proseguimento di quelli dati nell’iniziazione zoroastriana, nella quale invece vengono praticate soltanto le grandi tensioni di tutto il corpo. Si può dire che il modo in cui il Dottor Lefebure indica di effettuarli, e che gli proviene dal suo primo maestro, sembra il giusto mezzo in rapporto alle altre tradizioni. E’ importante notare che la tradizione che si desidera seguire ha poca importanza. Che si scelgano quelle in cui i movimenti sono scomposti dito per dito, oppure quelle che al contrario insistono sulle tensioni globali di tutto il corpo, l’essenziale in questo lavoro è scegliere una modalità una volta per tutte e mantenerla. Il Dottor Lefebure propone di suddividere il corpo in 7 parti, seguite da una tensione globale, dato che la sua opera è in linea con l’iniziazione zoroastriana. Quando poi i ritmi saranno acquisiti, quando cioè si innescheranno durante il sonno, sarà possibile non scomporli più passando invece alle tensioni globali. Poiché non è altro che una questione di accumulo di ritmi, tutto lo sforzo dovrà essere orientato al rispetto dei tempi indicati nel corso pratico di sdoppiamento astrale. I ritmi proposti sono il risultato di uno studio realizzato dal Dottor Lefebure sull’alternanza dei fosfeni doppi grazie all’esame cervoscopico. (vedere: “L’esplorazione del cervello con le oscillazioni dei fosfeni doppi”). |